Archivio per: Editoriale del Presidente

L’ennesimo rompicapo a l’italienne, ovvero: oggi, come si sceglie un CTU?

Correva l’inizio degli anni Dieci del presente secolo e tutti si lamentavano che i consulenti tecnici d’ufficio (CTU) venivano scelti, a volte, un po’ a caso dai giudici, magari per stima, magari per conoscenza personale. Il Codice deontologico già imponeva, nei casi complessi come quelli di responsabilità professionale medica, la formazione di un collegio tra un medico legale e uno specialista, ma in poche sedi di Tribunale si seguiva questo desiderata. Poi, nel 2017, venne l’articolo 15 della “Legge Gelli”. Gelli e Bianco sono due medici e sono stati sensibili alle giuste richieste della Categoria. Dopo la promulgazione della Legge, la Federazione fece un buon accordo con il CSM per creare un Albo di superesperti che potessero ben giudicare i colleghi essendo loro stessi molto ben ferrati nella materia che andavano a soppesare. Sembrava che tutto andasse bene, poiché la Legge (la 24/2017 appunto), stabilisce che nei procedimenti giudiziari in materia di responsabilità sanitaria …

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Siamo sudditi o cittadini?

Uno spettro si aggira per gli assessorati al Welfare del nostro Paese. Non c’è trattativa, dialogo ufficiale o accordo regionale che io abbia frequentato negli ultimi cinque lustri ove non si sussurri il nome della Corte dei Conti o dove questo fantasma non venga utilizzato per giustificare il definanziamento del SSN. Ogni atto, ogni documento condiviso, ogni accordo sottoscritto, sia che riguardi i CCNL o le Convenzioni: tutto viene (o sarebbe meglio dire NON viene) siglato con la preoccupazione che dopo qualche anno la Procura della Corte invii ai poveri tapini partecipanti della riunione di quel tal giorno, la contestazione di aver violato qualcuna delle infinite e bizantine norme che regolano la cosa pubblica, chiedendo il risarcimento di milioni di euro per ristorare le casse erariali. È successo alcuni anni fa in Lombardia. Ogni tanto se ne è parlato in altre regioni italiane. Questa volta è successo in Puglia. Da quello che traspare dagli articoli di stampa, la Corte dei Conti sembra abbia intimato ai funzionari regionali di ristorare il danno (?) subito dall’erario in seguito ad un accordo sulle quote di ponderazione.

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“Il giuoco delle parti”

Come sempre nel nostro Paese, l’agosto è il mese in cui, da un punto di vista legislativo, accade di tutto senza che se ne accorga nessuno. Infatti, solo pochi addetti ai lavori si sono accorti che il 1° settembre 2025 è andato in Gazzetta Ufficiale un Decreto del “Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Generale delle Risorse Umane e del Bilancio” del Ministero della Salute che definisce come dovrà essere il così detto “Profilo Sanitario Sintetico” (PSS) del cittadino. In pratica, si tratta di un documento che costituisce idealmente la premessa di quanto raccolto nel Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, sostanzialmente equivalente a quello che, a livello internazionale viene definito come “patient summary”. La sua funzione principale è …

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A brave new world

In base a quanto si è letto sulla stampa, l’assessore al Welfare lombardo sembra abbia dichiarato che ha in gestazione una delibera regionale che istituisce una sorta di tessera sanitaria a punti. Se il cittadino farà la prevenzione prevista dalle ATS e attuata dalle ASST, rispondendo alle chiamate dei centri screening, acquisirà “punti” per avere prodotti (gratuiti? A prezzi competitivi?) come kefir, patate viola, frutta e verdura in generale, borracce, ingressi scontati al museo e a concerti di musica classica, coupon per lezioni di yoga, per l’accesso a piscine e palestre, per un massaggio benessere, ma anche abbigliamento sportivo, articoli per l’igiene personale, kit per il giardinaggio, riviste e libri su salute e crescita.
Non voglio cadere nella trappola della facile ironia e della messa alla berlina di un elenco così eterogeneo e un po’ bislacco di merci. Tuttavia, rimane da capire cosa accadrà a coloro che non acquisiranno punti o li perderanno: in che modo saranno penalizzati? In realtà, la vicenda è molto più seria di quello che potrebbe sembrare ed ha una sua importante dignità scientifica. Come noto, infatti, da diversi decenni ormai, ci si arrovella su come ben indirizzare e utilizzare in modo appropriato le risorse pubbliche (che, per definizione, sono limitate) in sanità. Nel campo della prevenzione, ad esempio, si può decidere di incentivare i comportamenti virtuosi e disincentivare i comportamenti poco corretti (fumo, stili di vita scorretti, alimentazione poco sana, etc.). Io, personalmente, aborro questa soluzione e credo fermamente che sia molto lontana dalla deontologia medica.

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Vox clamantis in deserto

MI SONO RITROVATO a rileggere i miei editoriali di questi anni: quante volte ho parlato di burocrazia opprimente! Quante volte ho stigmatizzato il mondo politico …

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L’insostenibile inutilità dell’informatica lombarda

Nel corso del mese di agosto, durante una chiacchierata con una Collega che, tutti i giorni, esegue esami strumentali in una grande struttura di ricovero milanese, emergeva il risentimento verso il SISS. In poche parole, mi spiegava che ogni giorno è un terno al lotto: qualche volta riesce a pubblicare gli esami e qualche altra volta no. Qualche volta riesce a vedere il fascicolo del paziente e qualche volta no. Qualche volta il sistema non funziona proprio e le blocca anche l’utilizzo delle funzionalità per refertare, etc. Di converso, sul territorio, è quasi inutile dire dell’ovvio e cioè che i medici di famiglia e i pediatri convenzionati passano due terzi del loro tempo davanti al computer, e non per loro scelta.

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La semplificazione che non semplifica

ALCUNI GIORNI FA è stato annunciato che nel Decreto “semplificazioni” verrà ammessa la possibilità, per i medici, di certificare la malattia dei lavoratori anche mediante dati clinici constatati con “sistemi di telemedicina”. Per la verità, l’applicazione di tale disposizione, anche quando dovesse essere promulgata, sarebbe poi rimandata a un successivo disciplinare tecnico da emanarsi con apposito, ulteriore, decreto ministeriale. Tuttavia, stupisce che si associ il termine “semplificazione” al fatto che ora si potranno utilizzare strumenti telematici per rilasciare un certificato.

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Osservatori attenti

ALCUNI ANNI fa, il mio primo editoriale da Presidente dell’Ordine di Milano fu sull’ENPAM. All’epoca ci lamentavamo del fatto che la Fondazione utilizzasse in maniera, a nostro avviso, del tutto imprudente derivati e altri complessi prodotti finanziari così detti “tossici” e che, comunque, il rendimento del patrimonio fosse, anche così, troppo basso. Si temeva che, vista la nota gobba di uscita dalla professione, che sarebbe avvenuta nel cuore degli Anni Venti del XXI secolo, saremmo finiti in default.

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Mobilità dei medici sul territorio

NEL PRIMO editoriale del 2020 denunciavo il comportamento tenuto dal Comune di Milano nei confronti dei medici. Il Comune aveva unilateralmente scelto l’abolizione della validità del pass cartaceo rilasciato dal nostro Ordine di “medico in visita urgente” e senza prevedere alcuna esenzione per le auto dei medici relativamente all’accesso all’area C. In quello scritto, buttato giù nelle prime ore della pandemia che avrebbe poi sconvolto il mondo, osservavo come molti fossero i segnali relativi alla scarsa considerazione nella quale era tenuta la Medicina del Territorio e appunto l’atteggiamento sprezzante del Comune era da annoverarsi tra questi.

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La scorciatoia

Un po’ di mesi fa, qualche conoscente ben informato mi riferiva del fatto che i ragazzi che non riuscivano a superare il test di ammissione …

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