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L’ennesimo rompicapo a l’italienne, ovvero: oggi, come si sceglie un CTU?

Correva l’inizio degli anni Dieci del presente secolo e tutti si lamentavano che i consulenti tecnici d’ufficio (CTU) venivano scelti, a volte, un po’ a caso dai giudici, magari per stima, magari per conoscenza personale. Il Codice deontologico già imponeva, nei casi complessi come quelli di responsabilità professionale medica, la formazione di un collegio tra un medico legale e uno specialista, ma in poche sedi di Tribunale si seguiva questo desiderata. Poi, nel 2017, venne l’articolo 15 della “Legge Gelli”. Gelli e Bianco sono due medici e sono stati sensibili alle giuste richieste della Categoria. Dopo la promulgazione della Legge, la Federazione fece un buon accordo con il CSM per creare un Albo di superesperti che potessero ben giudicare i colleghi essendo loro stessi molto ben ferrati nella materia che andavano a soppesare. Sembrava che tutto andasse bene, poiché la Legge (la 24/2017 appunto), stabilisce che nei procedimenti giudiziari in materia di responsabilità sanitaria …

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A brave new world

In base a quanto si è letto sulla stampa, l’assessore al Welfare lombardo sembra abbia dichiarato che ha in gestazione una delibera regionale che istituisce una sorta di tessera sanitaria a punti. Se il cittadino farà la prevenzione prevista dalle ATS e attuata dalle ASST, rispondendo alle chiamate dei centri screening, acquisirà “punti” per avere prodotti (gratuiti? A prezzi competitivi?) come kefir, patate viola, frutta e verdura in generale, borracce, ingressi scontati al museo e a concerti di musica classica, coupon per lezioni di yoga, per l’accesso a piscine e palestre, per un massaggio benessere, ma anche abbigliamento sportivo, articoli per l’igiene personale, kit per il giardinaggio, riviste e libri su salute e crescita.
Non voglio cadere nella trappola della facile ironia e della messa alla berlina di un elenco così eterogeneo e un po’ bislacco di merci. Tuttavia, rimane da capire cosa accadrà a coloro che non acquisiranno punti o li perderanno: in che modo saranno penalizzati? In realtà, la vicenda è molto più seria di quello che potrebbe sembrare ed ha una sua importante dignità scientifica. Come noto, infatti, da diversi decenni ormai, ci si arrovella su come ben indirizzare e utilizzare in modo appropriato le risorse pubbliche (che, per definizione, sono limitate) in sanità. Nel campo della prevenzione, ad esempio, si può decidere di incentivare i comportamenti virtuosi e disincentivare i comportamenti poco corretti (fumo, stili di vita scorretti, alimentazione poco sana, etc.). Io, personalmente, aborro questa soluzione e credo fermamente che sia molto lontana dalla deontologia medica.

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