Allerta internazionale per l’epidemia di malattia da variante Ebola

Il Ministero della Salute in data 18/6/2026 ha diffuso la circolare “Epidemia di Malattia da Virus Bundibugyo –BVD- (Orthoebolavirus bundibugyoense) nella Repubblica Democratica del Congo – RDC – Attivazione della sorveglianza sanitaria al personale, sanitario e non, impiegato in attività di cooperazione/supporto sanitario o logistico presso organizzazioni governative, non governative, e cooperanti, che erogano servizi di tipo sanitario, assistenziale e logistico, impiegati nelle zone del Paese interessate dal focolaio”.
Il 5 maggio 2026, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è stata allertata in merito ad un’epidemia ad alta mortalità di una malattia sconosciuta nella zona sanitaria di Mongbwalu, Repubblica Democratica del Congo, che ha coinvolto anche operatori sanitari. Nei giorni successivi, le analisi di laboratorio hanno confermato la presenza nei campioni di sangue della malattia da virus Bundibugyo (BVD) una variante dell’Ebola. A differenza della malattia da virus Ebola, non esiste un vaccino autorizzato o terapie specifiche contro il virus Bundibugyo, sebbene un intervento tempestivo di supporto sia fondamentale per l’esito favorevole della malattia.
Il 16 maggio 2026, il Direttore generale dell’OMS ha dichiarato che l’epidemia di malattia da virus Ebola causata dal ceppo Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda costituisce un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale (Public Health Emergency of International Concern – PHEIC).
In considerazione delle attuali incertezze riguardo alla grandezza e alla diffusione geografica di questo evento, della potenziale gravità dell’infezione e della mancanza di terapie o vaccini specifici approvati, nel rispetto del principio di massima cautela, si ritiene necessario applicare le misure di vigilanza nei confronti del personale di organizzazioni governative, non governative, e cooperanti, impiegati nel Paese interessato dal focolaio, provenienti da tutti i territori della Repubblica Democratica del Congo e dell’Uganda.

Comunicazione del Ministero della Salute