Dallo sport d’élite alla salute di tutti: Auxologico e l’OMCeOMI insieme per promuovere l’esercizio fisico come terapia

Dallo sport d’élite alla salute di tutti: Auxologico e l’Ordine dei Medici di Milano insieme per promuovere l’esercizio fisico come terapia

Milano, 23 gennaio 2026  – In vista dell’imminente appuntamento con i Giochi Invernali Milano-Cortina 2026, l’IRCCS Istituto Auxologico Italiano, in collaborazione con l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Milano (OMCeOM), organizza un importante incontro di formazione volto a ribadire un concetto fondamentale per la sanità moderna: l’attività fisica non è solo svago, ma un vero e proprio strumento terapeutico.

L’evento, dal titolo Esercizio fisico come strumento di benessere, prevenzione e terapia: dai Giochi Invernali Milano-Cortina 2026 alla pratica clinica, si terrà sabato 24 gennaio, dalle ore 9:00 alle ore 13:00, presso la sala convegni di Auxologico San Luca a Milano (Piazzale Brescia, 20).

L’esercizio fisico come “farmaco”

L’iniziativa nasce dalla volontà di Auxologico di mettere al centro della cultura medica l’importanza della sana attività fisica. Sebbene l’entusiasmo globale per i Giochi Invernali accenda i riflettori sullo sport d’élite, l’obiettivo del convegno è tradurre quelle prestazioni straordinarie in benefici quotidiani per la popolazione generale.

Il corso approfondirà il ruolo dell’esercizio fisico nella prevenzione e nel trattamento di patologie croniche (cardiovascolari, metaboliche, oncologiche e psichiatriche). Come un farmaco, l’esercizio richiede una prescrizione precisa che definisca modalità, intensità, frequenza e durata, basata sulle necessità del singolo paziente.

Alta quota e freddo

In omaggio alla natura dei prossimi Giochi Invernali, una parte significativa del corso sarà dedicata all’analisi degli effetti dell’attività fisica in condizioni ambientali particolari, come il freddo e l’alta quota. Gli esperti forniranno indicazioni pratiche per permettere sia ai soggetti sani che ai pazienti con patologie cardiovascolari di frequentare la montagna in sicurezza, trasformando l’ambiente alpino in un’opportunità di benessere piuttosto che in un rischio.

Il ruolo centrale del medico

La collaborazione con l’Ordine dei Medici di Milano sottolinea la centralità della figura clinica nel percorso di cambiamento dello stile di vita. Non tutto l’esercizio è uguale: endurance, forza e flessibilità rispondono a obiettivi clinici differenti. Il medico rimane la figura chiave per integrare l’attività fisica con gli altri pilastri della salute: alimentazione corretta, gestione dello stress, igiene del sonno e lotta al tabagismo.

Roberto Carlo Rossi, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Milano (OMCeOMI)

“Con questa iniziativa abbiamo voluto ‘mettere in campo’ competenze diverse, mettendole a confronto di fronte ai nostri iscritti e, perché no, anche ai cittadini. Medicina dello sport ed esercizio fisico, normativa e certificazioni, prevenzione oncologica, riabilitazione cardiologica e gestione del rischio cardiovascolare, anche in ambienti particolari come la montagna. L’obiettivo è trasferire indicazioni pratiche, basate su evidenze scientifiche e raccomandazioni istituzionali, utili sia ai cittadini sia ai professionisti che li orientano quotidianamente. Per questo è importante chiarire cosa intendiamo per attività fisica ed esercizio fisico; quando e perché può essere utile una valutazione medica; come leggere correttamente la certificazione per l’attività agonistica o non agonistica; come scegliere ‘quale esercizio fare’ – in termini di tipo, intensità, frequenza, durata e progressione – e come gestire situazioni a maggiore impegno fisiologico, come il freddo e l’alta quota”.

Prof. Daniela Lucini, tra i relatori dell’incontro, Responsabile Servizio Medicina dello Sport e dell’Esercizio Fisico di Auxologico Capitanio, Professore Ordinario di Scienze dell’Esercizio Fisico e dello Sport- Metodi e didattiche delle attività motorie e Direttore della Scuola di Specializzazione in Medicina dello Sport ed Esercizio Fisico dell’Università di Milano.

“L’esercizio fisico può a tutti gli effetti essere considerato uno strumento di benessere, prevenzione e terapia in quanto riesce ad agire su tutti quei meccanismi responsabili (o comunque che si associano) a moltissime malattie in particolare quelle cardiovascolari, metaboliche, alcune oncologiche, funzionali, ecc. In poche parole riesce ad agire positivamente sulle cause. Inoltre può anche interferire su meccanismi di duplicazione/metilazione del DNA (epigenetica) ed anche favorendo in generale l’assunzione di uno stile di vita corretto, come una sorta di “Cavallo di Troia”: quando si diventa fisicamente più attivi è anche più facile migliorare l’alimentazione, il sonno e gestire lo stress. Tutto questo però richiede che l’esercizio sia “quello giusto”  per la problematica da prevenire/trattare. Esattamente come un farmaco va prescritto (definendo quale esercizio, quanta fatica, per quanto tempo e quante volte alla settimana) dopo aver valutato il paziente (fare visite e ed eventuali esami), stabilito l’obiettivo clinico (cosa si vuole ottenere) in base alle caratteristiche cliniche e preferenze del paziente”.

Prof. Gianluca Castelnuovo, tra i relatori dell’incontro, Professore Ordinario di Psicologia Clinica e Direttore della Scuola di Specializzazione in Psicologia ClinicaUniversità Cattolica di Milano, Direttore del Laboratorio di Ricerche Psicologiche e Responsabile del Servizio di Psicologia Clinica e Psicoterapia dell’IRCCS Istituto Auxologico Italiano

“L’influenza delle Olimpiadi sull’attività fisica della popolazione non è automatica e il cosiddetto “effetto ispirazione”, come elemento sufficiente per favorire una abitudine, è spesso un mito. Le evidenze scientifiche raccolta in questi anni in occasione dei grossi eventi sportivi, soprattutto olimpici, indicano che guardare le performance di atleti professionisti non si traduce automaticamente in un aumento di praticanti nella popolazione generale, poiché l’entusiasmo di un evento non è un determinante comportamentale stabile. I mega-eventi potenziano temporaneamente la motivazione esterna, ma spesso falliscono nel fornire le competenze (come un senso di capacità personale) e le opportunità (come la facile accessibilità a strutture sportive) necessarie per il cambiamento. Senza una strategia di supporto, l’interesse iniziale svanisce rapidamente dopo la cerimonia di chiusura dell’evento. Per generare una vera eredità in abitudini salutari, le Olimpiadi devono agire come catalizzatori di riforme sistemiche preesistenti. È fondamentale intervenire su quattro pilastri: società, ambienti, persone e sistemi attivi. Al contrario, l’ispirazione senza accesso rischia di aumentare le disuguaglianze sociali. In conclusione, il valore di un evento non risiede nelle infrastrutture generate per gli eventi esclusivi dei professionisti, ma nella stabilizzazione di abitudini attive quotidiane nella popolazione generale ed è questa una delle sfide di Milano-Cortina 2026”.

Esercizio fisico come strumento di benessere , prevenzione e terapia : dai Giochi Invernali di Milano Cortina 2026 alla pratica clinica