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  • Ai miei “venticinque lettori”…

    27 ottobre 2017
    Le imminenti elezioni ordinistiche milanesi sono caratterizzate da un elemento del tutto nuovo: l’utilizzo aggressivo e disinvolto del comunicato stampa, delle dichiarazioni sui social, dell’articolo di giornale. E’ una marea montante di maldicenze, di illazioni, di accuse più o meno esplicite che ottiene, innanzi tutto, l’obiettivo di sommergere di fango un ente pubblico che dovrebbe invece essere portato a esempio di buona amministrazione e dinamicità. E’ difficile, se non impossibile, sottrarsi a questo gioco perverso. In vicinanza della scadenza elettorale, poi, i toni diventano sempre più aspri e le allusioni e le accuse sempre più infide e torbide. La politica, anche in questo, tenta di imporre al nostro mondo professionale i suoi modelli e gli astrusi e feroci dibattiti televisivi, in cui l’unica cosa chiara è che tutti sono contro tutti, e sembrano diventati parte di una competizione che, invece, dovrebbe essere basata sui contenuti, su ciò che si è fatto e che si vorrà fare.
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  • La strada della pillola rossa

    30 giugno 2017
    POCHI GIORNI FA ho partecipato a un incontro con diversi colleghi Direttori di reparti ospedalieri di un noto nosocomio milanese. Il tema era una chiacchierata informale sulle DGR lombarde di presa in carico della cronicità. Le critiche emerse al riguardo sono state diverse, soprattutto dirette al fatto che il personale medico (e non solo) è sempre di meno e preoccupa davvero la possibilità di sobbarcarsi anche corsie preferenziali di cronici che devono eseguire in tempi rapidi alcuni esami e visite specialistiche. Accanto a chi era perplesso ci sono anche (poche) voci favorevoli o meno critiche, soprattutto dovute al fatto che così, seguendo percorsi predeterminati per le singole patologie, potrebbe aumentare di molto l’appropriatezza (ma di sicuro diminuirebbe la libertà del cittadino e del suo terapeuta, commento io). In particolare, mi ha colpito quanto detto da un autorevole collega, che più o meno suonava così: fidiamoci di quanto fatto dalla Regione poiché così si seguiranno sempre di più i percorsi diagnostico-terapeutici, si ridurranno gli esami inutili e quindi gli sprechi.
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  • Rapporto di sfiducia

    19 gennaio 2017
    Il Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia ha recentemente pubblicato, nell’indifferenza generale, una discutibile (a dir poco) Delibera di Giunta Regionale (DGR), la numero X/5765, che, di fatto, legittima le registrazioni che il paziente fa all’insaputa del personale sanitario, ma stigmatizza le registrazioni occulte che vengono fatte per evidenziare le manchevolezze delle strutture sanitarie. Il documento di lavoro allegato alla DGR, approvato all’unanimità dalla Giunta lombarda, inizia con l’analizzare in maniera dettagliata i tipi di registrazione del rapporto medico-paziente. Si catalogano i tipi di luoghi ove le registrazioni possono avvenire, i diversi tipi di registrazione e si analizza il dibattito internazionale e il quadro giurisprudenziale relativo alle registrazioni che il paziente fa all’insaputa del medico, che vengono definite pudicamente “registrazioni covert”
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  • L’ENPAM faccia bene l’ENPAM

    10 novembre 2016 (Aggiornamento: 10 novembre 2016)
    Più di una volta mi sono avvicinato al computer con l’idea di scrivere questo editoriale sull’ENPAM e sulle ultime vicende a esso connesse. Ogni volta pensavo che le circostanze da narrare fossero talmente astruse e complesse che, per spiegare tutto in poche righe, avrei dovuto riflettere per qualche tempo. Ora, però, la redazione preme ed è opportuno, per dirla con Paolo Conte, che “seduto in cima a un paracarro”, provi a riflettere e a riassumere quanto è successo. In sostanza, non contenti della riforma di “lacrime e sangue” fatta inghiottire a forza ai Medici e agli Odontoiatri, non contenti dell’andamento perniciosamente altalenante degli investimenti di finanza creativa di alcuni anni fa, il management ENPAM si è inventato di costituire alcune società in house. La prima è ENPAM Real Estate: creata per gestire meglio e in termini fiscalmente più vantaggiosi il patrimonio immobiliare della Fondazione.
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  • La visita “sospesa”

    28 giugno 2016
    A Napoli, è usanza che l’avventore, al bar, paghi due caffè: uno lo beve e il secondo lo lascia offerto (“sospeso”) a chi è meno fortunato e non può permetterselo. Chi è bisognoso entra in un bar e chiede se c’è un caffè sospeso e se gli viene risposto di sì, se lo trova pagato. Dopo i caffè ci si è messo un famoso chef stellato: in una serie di ristoranti si paga il conto e si lasciano offerte che la Caritas trasforma in ticket da 10 euro per chi ha fame. Ora si è inaugurata a Milano, la visita medica "sospesa", destinata a chi non può pagarsi lo specialista o gli esami o le cure prescritte. L'iniziativa nasce grazie ad un centro medico privato che collabora con una onlus e con altre associazioni di volontariato, ma il fenomeno è notevole sotto diversi punti di vista. Innanzi tutto dal punto di vista del costume, perché è certamente una cosa buona e da ricordare che una bella tradizione come quella partenopea venga ribaltata alle nostre latitudini su chi ha bisogno di diagnosi e cure mediche e non se le possa permettere
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  • Linee guida e progresso scientifico

    22 febbraio 2016
    Le scoperte scientifiche sono spesso frutto del caso, anche se è poi indispensabile l’intelligenza dello scienziato per cogliere e interpretare un determinato fenomeno e poi provare a riprodurre quanto di nuovo si è osservato cercando di spiegarne le cause e sfruttando al meglio ciò che si pensa di aver capito. Le cronache ci raccontano che la sera dell’8 novembre 1895, Conrad Roentgen stava studiando i raggi catodici e la natura della strana fluorescenza verde che si produceva su uno schermo rivestito da platinocianuro di bario al passaggio della corrente in un tubo catodico, ancorché rivestito di una copertura nera. Sappiamo come Roentgen fosse daltonico e come, per vedere meglio tale fluorescenza, fosse costretto a schermare accuratamente la stanza in cui lavorava con carte e teli neri. Ebbene, il Fisico notò casualmente che nel momento in cui l’elettricità veniva fatta passare nel tubo catodico, diventava brillante la lettera A tracciata da uno studente con la soluzione di platinocianuro di bario su un foglio lasciato in laboratorio
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  • L’Ordine di Milano in difesa dell’Articolo 32 della Costituzione

    29 settembre 2015
    Batteria di pentole a soli 298 euro e aggiungi quello che vuoi! Approfitta dell’offerta del mese con soli 298 euro e avrai: batteria di pentole più in regalo un TV color 32” oppure un tablet oppure una lavatrice. Approfittane subito. Questo recita una reclame di una ben nota marca di accessori per la casa. La casalinga che legge la pubblicità poco sa sulla qualità delle pentole in offerta, sa solo che costano poco, che la reclame è simpatica e poi… si parla solo di pentole, affare fatto! Ora viene da domandarsi: questo modo di pubblicizzare un prodotto o una attività può essere trasferito in ambito della salute? Un paziente può essere indotto a scegliere un medico o una terapia in base alla stessa logica commerciale dell’acquisto di alcune pentole?
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  • Fumo, polvere e nebbia

    08 settembre 2015
    Lo scorso anno, durante le elezioni, qualcuno, da Roma, aveva tentato di colpire l’Ordine di Milano facendo precipitare il quorum. Gli è andata male. I medici hanno risposto e sono venuti a votare. Un po’ di acqua è passata sotto i ponti e in questo anno trascorso dalle ultime elezioni l’OMCeO Milano non si è risparmiato: critiche costruttive a livello nazionale (su ENPAM, Federazione, Ministero, politici, etc…) ne sono state fatte tante; ma soprattutto, a livello locale, temo di aver pestato qualche piede di troppo dicendo, anche nello scorso mese di agosto, quello che penso sulla riforma lombarda. Ora, guarda un po’, esce un articolone su un noto giornale milanese che vuole mettere in croce l’ordine meneghino. L’articolo si basa su due presupposti: “compenso da 200mila euro al direttore generale dell’Ordine: scoppia la polemica”: questo titolo non risponde a verità. Quattro consiglieri ospedalieri su 15 si oppongono a questo “immorale” sperpero, mentre gli spreconi sarebbero “in quota medici di famiglia”. Anche queste affermazioni sono false
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  • Le molte insidie della “medicina di iniziativa”

    21 maggio 2015
    “Caecus caeco dux” è uno degli “adagi” riportati da Erasmo da Rotterdam. Il proverbio si rifà al celeberrimo brano del Vangelo secondo San Matteo (15; 14) che riporta la parabola, appunto, dei ciechi che guidano altri ciechi: il risultato sarà certamente rovinoso: “Sinite illos: caeci sunt, duces caecorum. Caecus autem si caeco ducatum praestet, ambo in foveam cadent”. Il richiamo alla parabola evangelica sembra essere automatico nel considerare quanto alcuni colleghi sindacalisti “di vaglia” e alcuni politici si sgolano, in questi ultimi mesi, nell’invocare la “medicina di iniziativa” che viene interpretata come la necessaria evoluzione del nostro sistema sanitario nazionale e regionale nelle loro articolazioni territoriali, giudicati oramai non più all’altezza delle aspettative. Voglio subito affermare che io non condivido tale giudizio negativo.
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  • Medici e infermieri: perché non interviene la FNOMCeO?

    08 gennaio 2015
    Tutti abbiamo letto il “comma 566” della Legge di Stabilità (L 190 del 23 dicembre 2014), nonché le dichiarazioni del presidente nazionale IPASVI del 30 dicembre 2014 dalle colonne di Quotidiano Sanità. La senatrice Silvestro è del parere che la legge abbia “finalmente” sancito che “il processo diagnostico-terapeutico è di competenza del medico, mentre quello assistenziale è di competenza dell’infermiere”. “Si tratta anche” – aggiunge – “di un’importante occasione per una riorganizzazione del lavoro nelle strutture pubbliche dove il dispiegamento delle potenzialità delle diverse professioni, a cominciare proprio da quella infermieristica, può consentire di recuperare efficienza e appropriatezza nella risposta sociosanitaria”. Sul punto è già intervenuto Ivan Cavicchi, sempre su Quotidiano Sanità, in maniera come sempre illuminante. La prima considerazione che viene spontanea è la seguente: il comma 566 appare, come molte leggi italiane, generico e fumoso (forse lo è volutamente).
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