PUBBLICITA' SANITARIA: LA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA SI E' ESPRESSA

18 luglio 2017

In piena sintonia con l'azione già da tempo intrapresa dall'Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Milano, (nel contenzioso in Consiglio di Stato contro la sanzione comminata dalla AGCM in relazione alle disposizioni in materia di pubblicità del precedente codice deontologico tutt'ora vigente però per i sanitari iscritti a Milano), la Corte di Giustizia dell'Unione Europea, con la sentenza del 4 maggio 2017, ha ritenuto legittime le limitazioni all’utilizzo della pubblicità da parte dei professionisti sanitari, sulla base di un ponderato bilanciamento di interessi contrapposti, quello del libero mercato e quello della tutela della salute.
I giudici comunitari considerano, infatti, contrarie al diritto dell’Unione solo le restrizioni che vietano “in modo generale e assoluto ogni tipo di pubblicità”, ammettendo invece la possibilità di introdurre e applicare limiti, sulla base di obiettivi di interesse generale. In relazione a questi, il punto 69 della sentenza individua chiaramente la “tutela della salute” e “la dignità della professione medica”.
Le valutazioni espresse dai giudici comunitari confermano quindi pienamente la fondatezza del parere commissionato dal Presidente e dal Consiglio dell’Ordine di Milano allo studio Scoca – Angelini, nonché le azioni intraprese (anche in sede sanzionatoria) dalla CAO di Milano fondate proprio sul presupposto secondo cui il libero utilizzo della pubblicità commerciale da parte dei professionisti nel settore sanitario trovi sempre un limite invalicabile nella tutela della salute, sul rispetto del quale gli ordini professionali sono chiamati ad esercitare le proprie prerogative a difesa degli utenti. Il cittadino deve essere libero di decidere ciò che è meglio per la sua salute e non deve essere condizionato nella sua libera e ragionata scelta da messaggi tipici della pubblicità promozionale/commerciale. Agli Ordini professionali il compito di tutelare il diritto di ognuno di noi di essere informato e non condizionato in un ambito, quello della salute, costituzionalmente garantito. Abbiamo ora la soddisfazione di vedere che anche gli organi nazionali di governo della professione sembrano condividere le nostre posizioni, dopo molti mesi (se non anni) in cui eravamo considerati dal diverse parti del Paese una “vox clamans in deserto”.

Un caro saluto.

Andrea Senna
Presidente CAO Milano