DIRITTO ALLA PUBBLICITA’ O DIRITTO ALLA SALUTE? PAROLA ALLA COSTITUZIONE

24 settembre 2015

Come già anticipato nella newsletter n°3, abbiamo richiesto ad Avvocati tra i più esperti sull’argomento un Parere Pro Veritate sulla regolamentazione della Pubblicità Sanitaria. Le conclusioni sono clamorose: il nostro impianto giuridico, sia italiano che europeo, consentirebbe al sanitario la sola pubblicità informativa e non quella di natura commerciale. E’ sotto gli occhi di tutti che le prestazioni sanitarie vengano ormai mercificate e “vendute” a tariffe sempre più basse e attraverso qualsiasi mezzo di informazione. Il prezzo accattivante è quasi sempre l’unica esca per attrarre nuovi clienti che, condizionati dal messaggio pubblicitario, rischiano così di non essere pienamente liberi nella scelta del medico.
Purtroppo è un dato di fatto, la nostra professione deve sostenere costi sempre più ingenti e, a furia di cercare sempre più di comprimere le tariffe proposte, si sta selezionando, nel senso darwiniano del termine, una nuova Odontoiatria sempre più di basso livello.
Queste condizioni creano facilmente i presupposti per seri pericoli della salute pubblica laddove, per comprimere i costi, si finisce per risparmiare sulla qualità dei materiali, sulla sterilizzazione, sull’aggiornamento professionale, su collaboratori qualificati mentre si rischia di scivolare nell’overtratment proponendo terapie a più alto margine.Siamo convinti che la pubblicità informativa, che dovrebbe dare al paziente gli strumenti per poter scegliere in modo più consapevole medico e terapie, sia oramai necessaria, ma questo crescendo di aberrazioni mediatiche ci ha fatto sospettare che qualcosa nelle leggi in vigore o nella loro applicazione non fosse corretto.
L’articolo 32 della Costituzione si occupa di garantire la tutela della salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e questo non può che prevalere sull’articolo 41 a tutela del libero mercato. Difatti quest’ultimo “non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”, né tantomeno alla salute. Alla luce del Parere Pro Vertiate, l’Agcom sembrerebbe aver assunto un’interpretazione eccessivamente estensiva in merito alla liceità di effettuare pubblicità sanitaria.
Il Consiglio Direttivo dell’Ordine di Milano ha quindi votato all’unanimità di proporre un intervento in Adiuvandum a sostegno della Fnomceo, per sollevare in quella sede la questione della legittimità costituzionale della interpretazione dell’Agcom.Ci accingiamo a combattere una battaglia nell’interesse di tutti i nostri pazienti perché venga ancora una volta affermato che il diritto alla salute è un principio che deve prevalere su qualsiasi logica commerciale e di profitto.Potete trovare ulteriori informazioni e l’intero parere pro veritate al seguente indirizzo: http://omceomi.it/news/dettaglio/2015/09/18/legittimità-costituzionale-della-pubblicità-sanitaria

Andrea Senna
Luigi Paglia
Claudio Pagliani
Giulia Borromeo
Jason Motta Jones
Con il sostegno di tutto il Consiglio dell’Ordine dei Medici di Milano